(da “Il Sangiovese” storia, ricette, curiosità di Michele Marziani e Roberta Sapio edito da Nda Press (2006) )

Le prime notizie sul vitigno denominato Sangiovese risalgono al XVII secolo e le sue origini sono avvolte da un velo di leggendario mistero. Il suo curioso nome, che in dialetto romagnolo suona come ” sanzve’s” , sembrerebbe, infatti, derivare dal Monte Giove o Colli Jovis, una collina che si trova nell’entroterra riminese, non lontano dalla splendida Santarcangelo di Romagna. Ma la denominazione allude anche al “Sanctus Zeus” , il dio Giove dei Romani. Merita di venir menzionato il fatto che si ritiene che già Plinio il Vecchio ne abbia parlato nei suoi scritti come di uno dei vini più pregiati.

Ai santarcangiolesi piace pensare al Sangiovese come vitigno autoctono e sostengono l’ipotesi  avanzata dal glottologo Federico Schurr, Tribuno di vini di Romagna, che ipotizza che la collocazione geografica originaria del vitigno in questione potrebbe essere la zona del Monte Giove.

Gli autori Beppe Sangiorgi e Giordano Zinzani di  “Sangiovese vino di Romagna Storia e tipicità di un famoso vitigno e di un grande vino” edito da Feltrinelli smentiscono tale ipotesi, individuando l’origine del nome nei gioghi dell’Appennino tosco-romagnolo tra Marradi e Firenzuola e la sua diffusione originaria nell’area faentina-imolese con il nome di uva sanzuvesa e Sangiovese, attestati rispettivamente da documenti del 1651 e 1672.

Nel 1977 il Tribunato Vini di Romagna, l’Ente Tutela Vini Romagnoli, la Società del Passatori e i Sommelier d’Italia collocarono sul Monte Giove un cippo con questa iscrizione: “Qui sul colle/che di Giove ha il nome/oggi XXIX Ottobre MCMLXXVII/la Romagna dei Vini/e dei vigneti/recinge la fronte del Nume/con l’aureola/del San-Giovese/rivendicandone/con certezza di fede/la feconda primogenitura”.

 

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