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Le Grotte
Le Grotte
la storia

Le prime tracce documentarie del complesso ipogeo di Santarcangelo risalgono al 1496. Inizialmente le grotte sono individuate col nome di volta caverna spelunca tana e infatti nei primi documenti che menzionano una grotta a Santarcangelo è usato il termine volta.

È solo dal 1700 che il termine "grotta" compare nei documenti, per lo più dell'Archivio Notarile di Santarcangelo che trattano compravendite, permute donazioni testamenti ecc.

Ingresso grottaIl termine grotta comunque è improprio perché sta ad indicare un anfratto naturale mentre le grotte di Santarcangelo sono artificiali, cioè scavate dall'uomo, pertanto più correttamente andrebbero indicate col termine di ipogei.
Si commette un errore quando si parla di grotte tufacee, perché col termine di tufo si indicano esclusivamente materiali di origine vulcanica, invece gli ipogei santarcangiolesi sono scavati in rocce arenarie.

Nei documenti dove è indicato il contenuto delle grotte emerge la loro destinazione vinaria, di supporto alla cantina.
Sulla destinazione delle grotte di Santarcangelo (sono circa un centinaio) si sono fatte tantissime ipotesi, è indiscutibile e documentato il loro uso per la conservazione del vino, nonché di derrate alimentari, tuttavia la complessità architettonica di alcuni ipogei, con nicchie absidate e vani circolari hanno fatto supporre che venissero usate come luoghi di preghiera paleocristiani o addirittura di sepoltura.

Le gallerie di Santarcangelo, pur se con alcune varianti architettoniche e, forse, funzionali, presentano tra loro alcuni tratti comune di cui i più importanti sono: il costante orientamento; la libertà nello sviluppo planimetrico rispetto al tracciato delle strade.
Dal punto di vista tipologico, possono essere ricondotte a tre categorie principali:

  • cantina o deposito in genere; si tratta per lo più di vere e proprie sale parallelepipede o a forma di cubo, create sin dalle origini con funzioni di immagazzinamento delle derrate;
  • galleria o corridoio di lunghezza variabile su cui si aprono, "a pettine", nicchie di identiche dimensioni intervallate da tratti pieni di modesto o modestissimo spessore, spesso rinforzati da foderature in laterizio. Il numero delle nicchie, variabile a seconda della lunghezza, va da 1 a 28; almeno a partire da una certa epoca (sec. XIX), tali incassi laterali vennero utilizzati per contenere le botti da vino;
  • galleria di forma più complessa e non categorizzabile all'interno di un'unica tipologia, in cui sembra di cogliere una ricerca formale elaborata, che poco si adatta ad un'origine di tipo puramente utilitaristico.

I più interessanti tra questi ipogei sono:

  1. grotta Amati: costituita da un ampio vano di ingresso che si sviluppa in un corridoio a pettine con tre nicchie per lato, a sua volta terminante in un percorso a cunicolo a triplice aula;
  2. grotta "Contradina": lungo corridoio con 26 nicchie distribuite sui due lati, terminante con una sala circolare in cui sono state scavate 8 nicchie; è connessa direttamente alla grotta Amati attraverso un lungo cordone;
  3. grotta Teodorani: cunicolo di accesso con 28 nicchie a pettine, absidate, desinente in una sala a due absidi, da cui si sviluppa un piccolo atrio con altissimo pozzo di aerazione;
  4. grotta Felici: grande rampa di accesso che conduce ad un ampio vano rettangolare, con pilastri distribuiti su due file così da scandirlo in tre navate; in asse con la rampa di accesso, un ulteriore atrio a due absidi su cui si apre una sala circolare;
  5. grotta delle Monache: lungo corridoio di accesso privo di incassi laterali, che sfocia in una sala circolare lungo la cui circonferenza sono scavate nove nicchie rettangolari.

Durante la guerra le grotte servirono da rifugio per la popolazione.

Panoramica - Centro storicoCol progetto turistico approvato recentemente dal Consiglio comunale le grotte saranno rivalutate nel loro più tradizionale uso ed entreranno nel circuito enogastronomico della provinciale "Strada dei vini e dei sapori".

Ufficio Comunale Turismo
Piazza Ganganelli, 1 - Santarcangelo di Romagna
Tel. 0541.356284 - Fax 0541.356276
e-mail: turismo@comune.santarcangelo.rn.it
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