

La fama della tradizionale Fiera di San Martino ha oltrepassato i confini locali. In particolare sono due le cose che fanno della fiera di San Martino una manifestazione conosciuta a livello nazionale: i cantastorie, che si danno appuntamento ogni anno in occasione della Sagra Nazionale a loro dedicata e le 'corna': appese sotto l'Arco della centralissima piazza Ganganelli dovrebbero segnalare, oscillando, se la persona che vi passa sotto in quel momento è stata vittima del tradimento dell'amata/o.
La Fiera di San Martino è incentrata soprattutto sul cibo: nella la Casa dell'Autunno, in Piazza Marini si possono trovare i prodotti tipici di molte regioni italiane, nella centrale Piazza Ganganelli Casa Romagna offre ogni sorta di specialità emiliano-romagnola, e i tanti punti ristoro soddisfano ogni richiesta, dalla piadina alla polenta. Non mancano poi, accanto al tradizionale mercato ambulante, esposizioni di cose vecchie, artigianato artistico, auto e macchine agricole, delle quali la città è allegramente "invasa" fin negli angoli più reconditi e lontani. Tra gli appuntamenti in programma anche il "Palio della piadina" aperto a tutti, rigorosamente non-professionisti.La leggenda di San Martino
Il soldato scende da cavallo, un mendicante si avvicina, il futuro vescovo di Tours si toglie il mantello per dividerlo in due, una parte per sé ed una per il povero.
Il futuro santo avrebbe potuto proseguire il cammino incurante del mendico o addirittura, al contrario, donare per intero il mantello, ma il gesto è un segno, un messaggio.
Se due sono le parti che risultano dalla divisione del mantello, due sono i lembi stagionali di un tempo agricolo che termina ed uno che si appresta ad iniziare in una sorta di capodanno contadino, due sono i contraenti di un accordo che vede nel periodo di San Martino il rinnovo o la soluzione dei contratti agricoli, due sono le corna di béc, dei cornuti, come due sono le corna dei capri immolati nel rito pagano sul quale si innesta la fiera.
Nel segno del due San Martino indica i caratteri della scelta e della festa popolare, nel quale il mercato e la mercanzia trovano cittadinanza, il due assume la forma dei due poli di scambio, richiesta e offerta, venditore e acquirente.
Ed ancora il due che ritorna nel ciclo della nascita e della morte, della semina e del raccolto.
San Martino celebra la vita perché sente nell’aria la presenza inesorabile dell’inverno e dei silenzi che annuncia.
| Ufficio: | Turismo |
| Referente: | Donatella Casadei |
| Ricevimento: | lunedì, mercoledì, venerdì ore 10/12, il giovedì ore 15/18 |
| Indirizzo: | via Pascoli, 2 |
| Tel: | 0541/356281 |
| Email: | turismo@comune.santarcangelo.rn.it |